Recensione romanzo: Fammi volare di Annalisa Parigi.

Trama:

Che cosa faresti se perdessi l’ultima persona cara al mondo e i ricordi ti travolgessero a ogni respiro?

Shay Walker, ventitreenne di Jefferson City, ha già la risposta: prendere il primo treno in partenza senza chiedersi dove vada. L’impulsività che la caratterizza e che spesso le ha causato dolore la conduce a Kansas City, dove ogni angolo è sconosciuto, ma per una sognatrice come lei è anche una promessa di emozioni forti.

Qui, la ricerca di un lavoro la spinge a confrontarsi con Aiden Harris, il giovane rampollo di una delle testate giornalistiche più influenti della città, ma anche l’essere più arrogante e viziato che abbia mai conosciuto. Aiden è cresciuto per ereditare un impero e non ha mai pensato a niente di diverso dal futuro che gli è stato scritto. E per lui va bene così.

Almeno finché la perdita di un grande punto di riferimento non lo fa vacillare e una farfalla dagli occhi azzurri non gli mostrerà come ci si sente a spiegare le ali.

Una Cenerentola dei nostri giorni con un pizzico della follia di Merida alle prese con un “principe” impettito e diffidente che ha sempre vissuto sotto una campana di vetro e che detesta le novità, le sorprese, i colpi di testa. Esattamente il contrario di ciò che Shay ama. Lei vuole volare, scoprire, essere libera. Lui, invece, radicato nelle sue certezze, ha i piedi ben piantati a terra.

Ma una forte attrazione li condurrà verso un bivio fondamentale: ignorare ciò che inevitabilmente li porta sempre a ritrovarsi o lanciarsi nel vuoto, rischiando di perdere tutto?

Ho letto tutti i romanzi di Annalisa Parigi, e ogni volta mi sorprende quanto la sua scrittura sappia crescere e maturare. Seguendo i suoi libri ho percepito non solo l’evoluzione dello stile, sempre più maturo e intenso, ma anche una maggiore consapevolezza nella costruzione delle storie: come se ogni volta Annalisa trovasse nuovi modi per farci entrare nel mondo dei suoi personaggi, per farci sentire le loro emozioni come se fossero le nostre. Con Fammi volare ho sentito, più che in altri suoi romanzi, un legame speciale per il tipo di storia raccontata e una maturità nella costruzione: non è solo un racconto di un innamoramento, ma un viaggio tra emozioni, differenze sociali e legami familiari, il tutto scritto con grande sensibilità e semplicità. Fin dalle prime pagine si percepisce la cura con cui l’autrice costruisce i personaggi, il loro mondo e le sfumature dei rapporti che li legano, riuscendo a rendere credibile anche ciò che potrebbe sembrare distante dalla nostra esperienza personale. Tuttavia, per mio gusto personale, l’inizio parte un po’ lento: molte pagine sono dedicate alla nonna di Shay. Avrei preferito qualche accenno più misurato, come già avviene con il personaggio di Clara, giusto per dare contesto e profondità senza rallentare troppo il ritmo. Eppure, questa lentezza ha un suo perché: permette di entrare nel mondo dei protagonisti e ci fa percepire quanto certe figure, anche marginali, possano influenzare pensieri, emozioni e scelte di Shay. Dopo quei capitoli, la storia prende ritmo e coinvolge: i momenti di tensione emergono in modo naturale, le emozioni si fanno più vive e le tematiche principali cominciano a delinearsi senza forzature. I due protagonisti sono perfetti ed entrare in empatia con loro è stato davvero molto semplice. Ho amato il modo in cui Shay diventa per Aiden non solo il suo porto sicuro, ma la parte di sé che osa, che respira, che vive davvero. Shay ci accompagna in un percorso di scoperta di sé e di resilienza, insegnandoci che crescere, affrontare le aspettative altrui e imparare a vivere le proprie emozioni sono sfide quotidiane che tutti possiamo riconoscere. E che dopo una grande perdita c’è sempre un amore capace di farci rinascere.

La scrittura di Annalisa è fluida, intensa e semplice, capace di far percepire le emozioni dei protagonisti senza mai risultare pesante o artificiosa. I dialoghi sono anch’essi semplici, credibili, e mostrano come la quotidianità dei protagonisti, nei gesti, nei silenzi e nei piccoli scambi familiari o tra amici, influenzi le scelte e renda i rapporti più autentici. Lo stile semplice, diretto e ricco di sfumature permette di entrare in empatia con Shay e con chi le sta accanto, comprendendo le tensioni, le fragilità e i desideri di ciascuno di loro.

Per quanto riguarda i personaggi, Shay è il cuore pulsante della storia. È delicata, ma possiede una forza silenziosa che emerge nelle difficoltà e nelle scelte quotidiane: si confronta con le aspettative e le pressioni sociali, con le proprie insicurezze, e lo fa con autenticità e grande forza. Aiden non è un eroe perfetto, ma un personaggio realistico, con dubbi e responsabilità, che cresce insieme a Shay senza mai invaderne il percorso. Ho amato il modo in cui Shay diventa per Aiden non solo il suo porto sicuro, ma la parte di sé che osa, che respira, che vive davvero. Anche i personaggi secondari hanno ruoli concreti e ben delineati; non ve ne parlerò nello specifico perché il romanzo è uscito da troppo poco tempo ma vi anticipo già la mia preferita: Mia!

Il romanzo affronta temi profondi e sempre attuali come la differenza sociale, le aspettative familiari, le amicizie e i legami intergenerazionali. Ci si sente vicini a queste situazioni perché, pur immerse in un contesto narrativo specifico, riflettono dinamiche universali: i piccoli gesti che dicono più di mille parole, le frasi trattenute per paura di ferire, le scelte imposte dalle convenzioni, le pressioni invisibili che finiscono per orientare decisioni che crediamo solo nostre. Si parla anche di matrimoni combinati, un tema affrontato con naturalezza e sensibilità, senza mai cadere nel giudizio o nella forzatura. È proprio in questo equilibrio che si misura la forza del romanzo: la capacità di intrecciare le storie personali ai grandi nodi sociali, rendendo tutto autentico, riconoscibile, vivo.

In conclusione, Fammi volare non è solo una lettura intensa e coinvolgente, ma un viaggio dentro le emozioni più autentiche. Ho amato il modo in cui Shay diventa per Aiden non solo il suo porto sicuro, ma anche la sua parte più libera, ribelle, viva. Insieme, sono come due farfalle che imparano a spiccare il volo: fragili ma coraggiose, sospese tra timore e desiderio di libertà. E alla fine, quel volo non è solo loro; è nostro, di chi legge, perché ci ricorda che anche dopo ogni perdita, ogni ferita, ogni dubbio che ci blocca, c’è sempre un amore capace di farci rinascere. Un amore che ci solleva, ci fa respirare di nuovo, ci insegna a sentire la leggerezza della vita. Uno di quelli che ci mostra che persino le ali spezzate possono aprirsi ancora, e che a volte la bellezza più grande sta nel trovare il coraggio di volare insieme, senza timore, verso ciò che ci rende davvero vivi.

VOTO: ⭐⭐⭐⭐½

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